Ep. 22 1:02:25

Introduzione a Comandi Rapidi e focus sull'app Craft

Oggi Roberto e Filippo parlano di Comandi Rapidi (in inglese Shortcuts) e delle possibilità di automatizzazione su iPhone ed iPad e, con Monterey, su Mac. Inoltre l'ospite d'eccezione, Daniele Borghi, farà un approfondimento sull'applicazione Craft

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Oggi Roberto e Filippo parlano di Comandi Rapidi (in inglese Shortcuts) e delle possibilità di automatizzazione su iPhone ed iPad e, con Monterey, su Mac. Inoltre l’ospite d’eccezione, Daniele Borghi, farà un approfondimento sull’applicazione Craft

Note dell’episodio

Sinossi1

1. Daniele Borghi, dal CAD al podcast

La puntata si apre con Roberto e Filippo che introducono il tema principale dell’episodio, Comandi Rapidi, ma prima lasciano spazio a un follow-up nato dalla puntata precedente. L’ospite è Daniele Borghi, disegnatore meccanico CAD 3D e podcaster con “Il Tiralinee”. Daniele racconta il proprio lavoro: è libero professionista da circa dieci anni, usa strumenti come SolidWorks, Fusion 360 e AutoCAD, e lavora in parte da casa e in parte come consulente presso aziende.

Roberto gli chiede anche della sua attività da podcaster. Daniele spiega che il progetto è nato durante il periodo pandemico, quando ha iniziato ad ascoltare molti podcast, entrando poi nell’orbita di Runtime Radio e dei podcast tecnici legati al mondo Apple e professionale. Il suo podcast nasce da una constatazione precisa: mentre esistono molti contenuti dedicati all’architettura, c’è molto meno materiale audio rivolto ai disegnatori meccanici e al mondo CAD tecnico-industriale.

“Ho deciso di buttarmi alla veneranda età di 50 anni.” — Daniele, 00:03:24

Roberto sottolinea che, pur trattando un ambito specialistico, Daniele riesce a rendere accessibili temi complessi e con un taglio tecnologico interessante anche per chi non lavora nel CAD meccanico. La sua presenza in puntata nasce proprio da alcuni consigli emersi nella puntata precedente: invece di lasciare le applicazioni citate senza un vero approfondimento, i conduttori preferiscono farle raccontare direttamente da chi le ha provate davvero.

2. Craft come alternativa a Evernote e app da “second brain”

Il primo grande blocco della puntata è dedicato a Craft. Daniele parte dalla propria esigenza concreta: ha sempre usato applicazioni per prendere note perché, nel lavoro con aziende e clienti, la quantità di informazioni da ricordare è troppo ampia per affidarsi alla memoria. Racconta di essere utente Evernote dal 2007, ma di aver iniziato a cercare alternative per due ragioni principali: il costo crescente dell’abbonamento e il peggioramento dell’esperienza d’uso dopo il passaggio di Evernote a un’applicazione Electron, percepita come lenta e pesante sul MacBook.

La ricerca di Daniele riguarda anche la necessità di lavorare in contesti misti. Pur usando il Mac per gran parte del suo lavoro, molte aziende utilizzano ancora Windows, quindi la componente multipiattaforma diventa importante. Prima di arrivare a Craft prova varie applicazioni, tra cui Bear, Notion, Simplenote, Notability, GoodNotes e altre soluzioni per note o documentazione personale. Craft lo colpisce più delle altre perché si integra molto bene con macOS e iOS, ha un’app nativa, supporta funzioni del sistema operativo e, tema perfettamente collegato alla puntata, offre anche integrazioni con Comandi Rapidi.

Daniele descrive Craft come un’app che adotta un approccio simile a Notion, basato su blocchi. A differenza di Notion, però, mantiene anche una struttura più familiare a cartelle, avvicinandosi al modo tradizionale in cui molti utenti organizzano documenti e note. La nota di base viene chiamata “pagina”; le pagine possono essere organizzate in cartelle e visualizzate in griglia o in layout dinamici con blocchi. Questa combinazione, almeno all’inizio, può risultare spiazzante: l’interfaccia richiama strumenti come Notion, Trello e, per certi aspetti, anche WordPress.

3. Pagine, blocchi, sottopagine e Markdown in Craft

Daniele entra poi nel funzionamento di Craft. Le pagine sono composte da blocchi che possono contenere testo, immagini, contenuti multimediali, note vocali e altri elementi. All’interno di una pagina si può creare anche una “card”, cioè una sorta di sottopagina con un’interfaccia visiva più curata. Le pagine possono essere abbellite con immagini di intestazione e stili diversi; qui emerge il riferimento a Unsplash, servizio usato per immagini di repertorio gratuite, che Roberto conosce già per il blog.

Roberto nota che sul sito di Craft l’animazione dimostrativa rende più chiara la logica dell’app: da poche note scritte è possibile arrivare a una struttura molto più ricca, quasi simile a un articolo pubblicabile. Daniele spiega una funzione che gli è piaciuta molto: un paragrafo o una parte di una nota può diventare a sua volta una nota collegata. Attraverso collegamenti interni, simili ai wikilink, Craft permette di ampliare progressivamente il contenuto, creando una struttura ricorsiva di note e sottopagine.

“Una parte del paragrafo della nota può essa stessa diventare una nota.” — Daniele, 00:15:18

L’app offre anche backlink, cioè collegamenti che permettono di vedere da dove arriva un riferimento e tornare indietro senza perdersi nella struttura. Daniele cita Roam come una delle applicazioni da cui questa logica è diventata nota. Un altro aspetto pratico è la larghezza della pagina: su MacBook preferisce una visualizzazione più stretta, mentre su monitor ampio usa la larghezza totale per avere più testo sulla stessa riga e ridurre lo scorrimento verticale.

La ragione principale che lo ha spinto a provare Craft è però il supporto al Markdown. Daniele apprezza il Markdown perché gli consente di avere testo semplice, leggero e più controllabile rispetto a formati pesanti. Roberto confronta Craft con Notion, che supporta il Markdown solo in modo parziale e non sempre soddisfacente per chi scrive molto. Daniele conferma che Craft non arriva al livello di applicazioni come Obsidian o Simplenote, ma offre un supporto Markdown molto più naturale di Notion: mentre si scrive con la sintassi Markdown, l’app traduce subito la formattazione.

4. Privacy, sincronizzazione e limiti del piano gratuito

Filippo e Roberto portano la discussione su un punto delicato: dove vengono salvati i dati di Craft e quanto controllo abbia davvero l’utente. Daniele osserva che i dati sono disponibili immediatamente su Mac, iPad e iPhone, quindi devono passare attraverso un sistema cloud. Filippo verifica il documento di Craft sulla gestione dei dati e precisa che i contenuti sono salvati su server Amazon, cifrati durante il trasferimento e a riposo, ma non con crittografia end-to-end.

“Non forniamo la crittografia end-to-end dei tuoi dati.” — Filippo, 00:23:08

Da qui nasce una distinzione importante. Per appunti personali, ricette, materiali per un podcast o contenuti non particolarmente sensibili, Craft può andare bene. Per professionisti che trattano dati riservati, giudiziari o soggetti a vincoli forti di privacy, Filippo sarebbe molto più prudente. Daniele allarga il discorso alle app da “second brain”: molte promettono controllo sui dati, ma poche offrono davvero crittografia end-to-end. Viene citato anche Obsidian, che con il servizio a pagamento dovrebbe permettere una cifratura più controllata dall’utente.

La discussione passa poi alle funzioni native. Craft supporta Split View, Slide Over e multi-window su iPad, drag and drop dei blocchi, widget iOS e Comandi Rapidi. Sul fronte Apple Pencil, Daniele spiega che Craft usa PencilKit per annotare screenshot o PDF, ma non ha provato direttamente l’esperienza su iPad moderno perché possiede ancora un vecchio iPad del 2010. Roberto confronta questa situazione con Notion, dove la penna è supportata ma non sempre bene per spostare blocchi o interagire con l’interfaccia.

Daniele descrive anche i limiti economici e funzionali. Craft ha una versione gratuita utilizzabile, ma con restrizioni: numero di blocchi, limiti di upload, storage, backlink, esportazioni e cronologia versioni. Alcune funzioni interessanti, come collaborazione in tempo reale, stampa, opzioni avanzate di esportazione e cronologia più estesa, spingono verso l’abbonamento. Secondo Daniele, chi entra davvero nel flusso di lavoro di Craft e lo usa intensamente finirà facilmente per scontrarsi con i limiti del piano gratuito.

5. Craft su Mac, iPad e il problema del multipiattaforma

Nella parte conclusiva dell’approfondimento su Craft, Daniele chiarisce il suo giudizio. Per chi lavora dentro l’ecosistema Apple, l’app è una delle più vicine allo stile Mac: nativa, ben integrata, curata nell’interfaccia e capace di dialogare con le funzioni del sistema. Per chi invece ha bisogno di lavorare anche su Windows, Craft diventa meno adatta. Daniele stesso non la usa come soluzione definitiva proprio perché il suo lavoro lo porta spesso su macchine Windows.

Segnala inoltre alcune differenze tra Mac e iPad raccolte anche grazie a un collega. Su iPad il layout non coincide del tutto con quello desktop: mancano alcune visualizzazioni a cartelle, l’interfaccia mostra i blocchi in modo diverso e alcuni comandi, come il menu con i tre puntini, si trovano in posizioni differenti. Anche il comportamento del trackpad con Magic Keyboard non replica perfettamente quello del desktop. Queste differenze possono disorientare chi si aspetta continuità piena tra i dispositivi.

“Se sta all’interno dell’ecosistema Apple, è sicuramente l’applicazione più vicina allo stile Apple.” — Daniele, 00:34:32

Dopo i saluti a Daniele, Roberto e Filippo chiudono il follow-up e passano al tema annunciato dell’episodio: Comandi Rapidi.

6. Da Workflow a Comandi Rapidi su iPhone, iPad e Mac

Filippo introduce Comandi Rapidi partendo dalla storia. Prima su iOS non esisteva un modo maturo per automatizzare attività come su Mac. Workflow nasce come applicazione a pagamento, una sorta di Automator per iPhone e iPad. Apple acquisisce Workflow insieme al team di sviluppo e, dopo circa un anno, nasce Comandi Rapidi, legato anche a Siri e al riconoscimento vocale. Con macOS Monterey, Comandi Rapidi arriva anche su Mac, chiudendo il cerchio tra iPhone, iPad e computer Apple.

Filippo precisa che la convergenza non è perfetta: molti comandi rapidi possono funzionare su più piattaforme, ma non tutto è trasparente o identico. Alcuni flussi creati su iPhone possono funzionare anche su Mac, altri risentono delle differenze tra file system, sandboxing, app disponibili e azioni supportate. Il passaggio su Mac è comunque importante perché porta una piattaforma di automazione visuale su tutti i dispositivi Apple principali.

Roberto paragona Comandi Rapidi ad Automator e nota una differenza di interfaccia. Automator, per lui, era più intuitivo: azioni sulla sinistra, flusso sulla destra, trascinamento dei blocchi e costruzione visiva del processo. Filippo spiega che Comandi Rapidi conserva una logica simile ma con un’interfaccia adattata prima a iPhone e iPad e poi portata su Mac. Su Mac il flusso di lavoro è a sinistra e le azioni a destra; su iPhone lo spazio ridotto impone una ricerca più rapida delle azioni da aggiungere.

L’idea di base resta semplice: Comandi Rapidi consente di concatenare azioni per svolgere compiti che altrimenti richiederebbero più passaggi manuali. Si possono prendere file, spostarli, rinominarli, passare dati tra app diverse, manipolare contenuti, generare PDF o automatizzare operazioni ripetitive.

7. Variabili, dati e automazioni semplici ma utili

Filippo introduce il concetto di variabile senza renderlo troppo tecnico. Una variabile è descritta come una scatola in cui si inserisce un dato: testo, numero, file o altro. Quel dato può poi essere richiamato più avanti nel flusso e passato a un’altra azione o applicazione. È un concetto tipico della programmazione, ma Comandi Rapidi cerca di renderlo più visuale e accessibile.

Le “variabili magiche” semplificano ulteriormente il passaggio dei dati tra azioni. Filippo non entra nei dettagli, perché considera la puntata un’introduzione, ma anticipa che questi meccanismi permettono di costruire automazioni anche complesse senza scrivere codice tradizionale. L’obiettivo della puntata non è insegnare subito a programmare con Comandi Rapidi, ma dare le basi per capire a cosa serve e quando può essere utile.

“Le variabili consideriamole come delle scatole all’interno delle quali inseriamo un dato.” — Filippo, 00:43:02

Filippo insiste sul fatto che la forza di Comandi Rapidi non sta solo nelle automazioni elaborate da utenti esperti. La vera utilità per molte persone è nelle azioni semplici: mandare un messaggio automatico a casa con il tempo di arrivo calcolato in base al traffico, applicare filtri a immagini, unire PDF, generare un file e salvarlo in una cartella. Sono operazioni piccole, ma ripetitive, che diventano più rapide se vengono trasformate in un comando attivabile con un tap o con la voce.

Un esempio centrale è il messaggio alla moglie mentre si torna dal lavoro. Il comando può leggere la posizione, calcolare il tempo di arrivo tramite Mappe, comporre un messaggio e inviarlo alla persona già selezionata. In questo caso Comandi Rapidi unisce dati e funzioni di applicazioni diverse: posizione, traffico, messaggistica e testo automatico.

8. Galleria, comandi personali e sincronizzazione

Filippo propone di esplorare l’app partendo dalla galleria. Per chi non vuole costruire subito un comando da zero, la galleria è il punto di partenza migliore: contiene comandi già pronti, descritti e organizzati da Apple. Possono essere usati così come sono oppure modificati per adattarli ai propri flussi di lavoro. Roberto ammette che è proprio la sezione in cui si trova più a suo agio.

La galleria è importante anche perché abbassa la soglia di ingresso. Workflow era in inglese, mentre Comandi Rapidi è stato tradotto da Apple in italiano. Non tutto è sempre coerente, perché le azioni donate da app di terze parti possono restare in inglese, ma l’interfaccia principale e la galleria sono molto più accessibili. Le app possono infatti “donare” azioni a Comandi Rapidi, cioè rendere disponibili funzioni proprie dentro l’automazione.

La sezione “I miei comandi rapidi” raccoglie invece i comandi creati o scaricati dall’utente. Se è attiva la sincronizzazione iCloud, un comando creato su iPad può comparire anche su iPhone e Mac. Filippo segnala però che, soprattutto nelle versioni precedenti e nelle beta, la sincronizzazione ha dato problemi. Anche nel periodo della puntata, la convergenza tra piattaforme viene descritta come ancora immatura e traballante: tante cose funzionano, ma non tutto è stabile come dovrebbe.

9. Automazioni personali, Casa, Siri, Home Screen e Apple Watch

L’ultima parte operativa riguarda le automazioni vere e proprie. Filippo distingue tra un comando rapido avviato manualmente e un’automazione attivata da un evento. Prima di iOS 13, uno dei limiti principali era proprio la necessità di intervento umano: il comando doveva essere lanciato dall’utente. Con le automazioni personali, invece, si possono definire trigger, cioè eventi che fanno partire un flusso. Accanto a queste ci sono le automazioni per la Casa, integrate con HomeKit e con la domotica.

Filippo non approfondisce HomeKit, ma segnala che sarebbe un tema da riprendere in futuro, anche perché esistono più piattaforme per la casa intelligente e strumenti per far dialogare ecosistemi diversi. Resta sul funzionamento generale: le azioni di Comandi Rapidi sono molte, dalla creazione di email e messaggi al calcolo di date, dalla manipolazione di file all’estrazione di dati dai documenti.

Un caso pratico è la rinomina di più file. Se bisogna cambiare il nome di un singolo file, farlo a mano non è un problema; se i file diventano dieci o più, soprattutto su iPhone o iPad con tastiera software, l’automazione diventa molto più utile. Su Mac esistono anche strumenti nativi di rinomina nel Finder, ma Comandi Rapidi permette di estendere il concetto a flussi più articolati.

Filippo cita poi tre modalità di attivazione. La prima è aggiungere un comando alla schermata Home come se fosse una piccola applicazione: toccando l’icona, il comando parte. La seconda è usare il pannello di condivisione, la share sheet, per passare documenti o contenuti da un’app a un comando rapido. La terza è l’attivazione vocale con Siri. I comandi rapidi nascono infatti anche come Siri Shortcuts e possono non solo essere avviati a voce, ma anche fare domande e comportarsi in modo diverso a seconda delle risposte.

Roberto porta un esempio personale molto semplice: ha creato un comando vocale per registrare il peso nell’app Salute. Dice a Siri il comando, Siri gli chiede quanto pesa e il dato viene caricato direttamente. Filippo lo definisce una micro-automazione perfetta: non complessa, ma utile perché evita di aprire manualmente l’app, cercare la sezione corretta e inserire il valore. In chiusura viene ricordato che i comandi rapidi possono essere attivati anche da Apple Watch, completando il quadro dei dispositivi Apple su cui questa automazione può diventare parte dell’uso quotidiano.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 22 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo

della vostra tecnologia Apple.

Io sono Filippo Strozzi, sono il vostro ospite, assieme all'amico Roberto Marin.

Parliamo del tempo.

Dunque, oggi è iniziato a fare un po' bello, finalmente dopo tanti

giorni di pioggia, and possiamo tirare un sospiro di solito finalmente.

But oltre a questo,

it's also the journal of oggi, and the pressure not come, possibly

parlor di command rapidly, which are in English are shortcuts, and the

possibility of automatic such iPhone and iPad.

And when the ultimate system operative

sul Mac and you are scoppiato anche sul Mac.

But prima di passare a those interessantissime which obviously Filippo andrà a

nozze mentre io starò qua ad ascoltare come tutti.

If volete supporting podcast, vi chiediamo con il cuore di fare una

bella recensione su Apple Podcast.

In questa fase iniziale, chiaramente tante recensioni ci permetteranno di essere visti

da più persone possibile andari far crescere il podcast, che non è

mai una cosa sbagliata.

Anzi, grazie a tutti quanti per i feedback.

Tra cui a breve avremo anche qualcun altro da ringraziare di persona.

Ma ricordiamo prima se volete sapere come fare una recensione, troverete come

sempre il link nel note dell'episodio.

Invece, se volete iscriverci, potete utilizzare questo simpaticissimo indirizzo mail inventato da

Filippo Strozzi che si chiama scrivi.a chiocciolapodcast.it.

Abbiamo parlato di follow up e adesso abbiamo una bella sorpresa per

tutti quanti voi, ma anche per noi.

Perché abbiamo qui qualcuno ai microfoni che ci farà compagnia, ci racconterà

qualcosa.

Siamo in compagnia con Daniele Borghi.

Buonasera a tutti, buonasera agli ascoltatori di A2 Podcast.

Benvenuto tra di noi.

Allora, Daniele, prima di tutto, ovviamente facciamo un po' di presentazioni.

Daniele non è un a caso che passava di qua.

Come sentite, anche dall'audio, non è proprio uno di primo pelo, diciamo

così, che si mette davanti al microfono.

Perché tu cosa fai nella vita, caro il nostro Daniele?

Io lo so e sorrido già, invece, voglio che ce lo racconti

tu perché così iniziamo a rompere un po' il ghiaccio.

Allora, io sono un disegnatore CAD 3D, sono un disegnatore meccanico per

la precisione, un particolarista, come si dava una volta.

Lavoro su Solid Works, Fusion 360 e il famoso Autocad che ormai

si conosce da millenni.

Il mio lavor principale lavoro è questo.

Ormai sono libero professionista da una decina d'anni, e pazzico tra un'azienda

e l'altra, e a volte lavoro anche da casa per qualche mio

piccolo cliente perché naturalmente il lavoro più grosso viene fatto come consulenza

presso le aziende.

Ho capito.

Ma ci stai nascondendo qualcosa?

Eccolo sì.

Allora, innanzitutto sono diventato podcaster da forse sei mesi da questa parte,

ho aperto un podcast seguendo un po' tutta una serie di eventi

che mi hanno portato a questo.

Naturalmente, parte di questa cosa è stato l'anno pandemico che ci sta

forse lasciando, speriamo.

Questo è stato un modo perché, mentre lavoravo da casa o stavo

a casa, ho cominciato ad ascoltare podcast.

Naturalmente già ascoltavo il famoso snapper, Architettura Imperfetta di Alberto Marin e

famigiarato più che altro.

E niente lì ho incontrato poi tutto il resto della famosa radio

geek Runtime Radio.

Naturalmente, poi Filippo Strozzi lo conoscevo perché era tra i blog sul

Mac a livello professionale.

Allora, a un certo punto, ho deciso di buttarmi alla veneranda età

di 50 anni.

Ho detto, ma si cosa facciamo?

Facciamo il millennials e apriamo

un podcast.

L'ho chiamato il Tiraline.

Lo trovate naturalmente nei vari siti che fanno dare deposito per il

podcast, il podcast, su Spreaker principalmente.

Parlo di soprattutto dei CAD Fusion 60 dei C3D e di tutto

quello che orbita intorno, soprattutto a livello meccanico.

Perché cercando tra i vari podcast in giro per la rete, pochi

e nessuno raccontava cosa succede per i disegnatori meccanici.

Molto, giustamente sono più famosi gli architetti che i disegnatori, e quindi

ci sono un sacco di podcast che parlano di architettura.

Facciamo una bella svriolinata.

Me lo faccio da solo, bravo, grazie, prego, prego.

E quindi niente adesso sto iniziando.

Sono ho superato la famosa settima puntata che è quella che dicono

del non ritorno.

Ormai siete dei nostri, e quindi eccomi qua a parlare.

Con due per me, secondo me, sono due professionisti del podcast.

Sì, va bene, grazie, ma non esageriamo come se soldiamo.

Dunque, sì, intanto prima di tutto ti ringrazio per i complimenti da

parte di entrambi, soprattutto da parte mia, perché, grazie, so che il

tuo progetto è nato un po' prendendo spunto da Snap, e la

cosa mi fa davvero molto piacere, mi lusinga davvero tanto.

Andatevi ad ascoltare il tiralline perché.

Perché

capisco che sembra una cosa strana, ma rendetevi conto che il CAD

meccanico non è proprio una cosa semplice.

Il nostro Daniele comunque riesce a sverare molte cose, molte cose interessanti

anche da parte mia, che sono un architetto, è proprio veramente la

cosa meccanica, è una cosa da me abbastanza distante.

Però ha un bel taglio tecnologico e in ogni caso è un

piacere sentirlo perché ci racconta un sacco di belle cose.

Belle cose perché prima di tutto noi le conosciamo e poi ha

anche un bel piglio per raccontarle, ha una bella scaletta e soprattutto

ha anche una bella base musicale che non fa mai male.

Abbiamo invitato qua Daniele tra di noi perché appunto la scorsa puntata

abbiamo parlato di un paio di suoi consigli e abbiamo pensato di

invitarlo in puntata per dargli un po' più di spazio e raccontarci

un po' quello che ci ha consigliato.

Perché giustamente diciamo come sono andate le cose.

Ne io e né Filippo abbiamo avuto il tempo di controllare per

bene le applicazioni che ci aveva consigliato e per evitare di lasciare

questo vuoto per gli ascoltatori abbiamo pensato io e Filippo di chiamarlo

direttamente in puntata e so benissimo che Daniele ci racconterà queste due

applicazioni in questo momento.

Poi chi lo sa magari più avanti lo incontreremo di nuovo lungo

il corso di A2 Podcast perché comunque ridendo e scherzando lui

lavora su un Mac, anche se non al 100%, ma comunque per

l'uso professionale usa anche un Mac.

Quindi potrebbe essere interessante sentire anche la sua opinione di come si

utilizza un Mac nella professione.

Ma adesso lascio la parola a Daniele che ci racconterà un po'

di più qualcosa su Craft, ad esempio.

Allora, parto dal fatto che io sono un utilizzatore di queste applicazioni

per prendere note, perché naturalmente avendo un sacco di informazioni, soprattutto a

volte in azienda o con i vari clienti, devo prendere appunti e

giustamente la quantità di informazioni è tale che ormai non si riesce

più a ricordarsi la memoria, poi complice anche l'età che avanza,

e questo mi conviene utilizzare questi strumenti.

Io sono un utilizzatore di Evernote dal 2007, un sacco di anni.

Sì, sì, forse sono stato tra i primi quando ha aperto l'applicazione.

Adesso stavo cercando un'altra applicazione perché, oltretutto, Evernote ha aumentato i prezzi

annuali, quindi, per una certa economia, di applicazioni che sto pagando, ho

dovuto fare dei conti e quindi cercare un'applicazione che costasse di meno

o che si potesse usare anche in multipiattaforma.

Come ha detto prima Roberto, io lavoro l'80% sul Mac, per i

miei lavori, però purtroppo

non sono un estimatore di Windows.

Ci dispiace per chi ci ascolta che utilizza Windows, ma le aziende,

purtroppo, utilizzano ancora Windows.

Quindi mi serviva a volte una applicazione che se fosse multipiattaforma.

Tra le varie tra le varie ricerche.

Così mi sono imbattuto in craft probabilmente l'anno scorso e l'ho utilizzato

per due o tre mesi per vedere come funzionava e per poter

soprattutto per poter

prendere appunti per il podcast perché mi serviva un'applicazione, visto che lavoravo

su su Mac

che potesse prendermi gli appunti in modo più

smart e soprattutto perché Evernote in questi anni è passato da un'applicazione

diciamo normale a un'applicazione Electron, e nel suo recap, chiamiamolo così, non

è che abbia fatto un bel lavoro, è lentissima e energiva su

che ha un sacco di energia sul MacBook, e quindi tra le

altre cose, oltre al prezzo, era anche questa condizione.

Kraft fa parte di una serie di applicazioni che ho provato.

Ho provato BR, ho provato noto Simple Not Notabili, good notes, notion

tutte

una, perché poi io sono uno di quelli che: che bello!

Però mi butto, sono un early adopter di natura, un nerdissimo in

questo senso.

Tuttavia, Craft mi è piaciuta più delle altre.

Perché, innanzitutto, si sposa benissimo con il sistema operativo OSX, che ha

una struttura e molte feature che utilizzano anche quelle del sistema operativo.

Tra le altre, visto che siamo in puntata, anche le shortcuts.

Questa era una delle cose che mi ha fatto provarlo di più

delle altre.

Craft è disponibile sia anche su iPhone e su iPad.

So che esiste, ho provato, ma non del tutto.

Una versione web che è in versione beta, però l'ho provata, ma

non è proprio stabilissima, ha dei problemi.

E praticamente Craft utilizza lo stesso approccio che penso conoscono molti che

è quello di Notion, perché è l'approccio basato sul blocchi.

La struttura del documento è molto strana all'inizio perché lascia un attimo

spesato, perché a differenza di vero, è vero.

L'effetto che ha fatto anche Notion anche a me, mi ha lasciato

proprio così: dico: Oh, santo cielo, non so dove mettere le mani.

Tuttavia, a differenza di Notion craft adotta anche un approccio che è

basato sulle cartelle, offre questa visione più vicina al modo tipico che

si usa noi per mettere via tutti i documenti, la nota di

base di Craft viene chiamata pagina, che è quella simile a Notion

le pagine, poi sono organizzate in cartelle, dove si possono scegliere se

visualizzare le pagine in griglia, oppure in un layout dinamico con dei

blocchi.

Per ricordarci, un po' se qualcuno sia usato Trello, esatto, assomiglia a

quella tipo

.

Allora, se all'inizio sembra facile, un mio amico che, un mio collega,

che mi ha visto usarlo, mi ha detto: ma questa è un'applicazione

stile inception il film

perché poi i blocchi naturalmente contengono altri blocchi uno sotto l'altro.

Le pagine

utilizzano questi blocchi per contenuti che imitando naturalmente il più noto.

Notion.

Si possono poi aggiungere blocchi con vari contenuti, possono essere multimedia, immagini,

anche delle note vocali.

Quindi, uno

può aggiungere la pagina e all'interno della pagina può creare anche una

carta, che è praticamente è una sottopagina con un'interfaccia visiva più interessante.

Praticamente può inserire

dei background che richiamano la carta stampata.

Ho capito, è bene configurabile questo.

Dal punto di vista grafico, appaga molto l'occhio, c'è da dire.

Assolutamente ha un effetto.

Che appaga l'occhio e aiuta anche a lavorarci sopra bene.

Noto che mi ricorda anche sotto un certo punto di vista, anche

WordPress dal punto di vista dei blocchi.

Magari mi sbaglio, ma me lo ricordo un po' lontanamente, perché vedo

immagini, vedo testo, vedo tutto un po' messo assieme.

La faccia sembra quella, sì, perché poi naturalmente è molto configurabile.

Intanto, ci possono applicare vari stili di pagina, ma per ogni singola

pagina.

Quindi c'è un divertimento, anche se uno gli piace abbellire le proprie

note, c'è tutta una serie di feature che possono farlo.

Ogni nota può avere un'intestazione con un'immagine stilata, giustamente come ha detto

Roberto, stile WordPress, che la puoi prendere da foto direttamente o da

finder.

Insomma, qui ho scoperto invece, magari poi dopo vi do il link,

un'integrazione con Un Splash, che UnSplash non lo conoscevo nemmeno io.

Sì, lo conosco, lo utilizzo spesso per il blog, ma vai pure.

Allora, è un servizio simile a Stock Photo dove si possono prendere

le immagini, pagarle e per utilizzarle nei propri siti, nei propri lavori

grafici.

Invece, Unsplash è utilissimo perché praticamente

si possono utilizzare tutte le immagini liberamente a patto di non rivendere

o di non creare un servizio simile ad ASPLAS, sì.

Infatti, io metto sempre la citazione in fondo all'articolo.

Di sotto utilizzo queste immagini come immagine di testa dell'articolo, e in

fondo all'articolo troverete dove sono utilizzate appunto.

I ringraziamenti ad Splash e all'autore, giustamente perché quando scarichi questa immagine,

ti mette proprio un comodissimo file di testo da copiare e inserire

direttamente sul proprio articolo e quindi diventa davvero molto utile.

Visto che stavo anche io guardando mentre ti stavo seguendo, per gli

ascoltatori, se andate sul sito di Craft, che trovate le note dell'episodio,

credo che

c'è una modalità visuale dove fa vedere come si modella la pagina

in Craft, che credo sia ovviamente più esplicativa delle parole delle semplici

parole, perché effettivamente è un'applicazione molto anche complessa e si vede in

un video di qualche secondo, proprio come da due note scritte, invece

riesca a generare addirittura siamo un articolo dal sito web, proprio.

No, esatto, perché una delle cose che mi è piaciuta da craft,

è il fatto che praticamente se tu prendi la nota, una parte

del paragrafo della nota può essa stessa diventare una nota, nel senso

che se tu di quel paragrafo vuoi dare l'idea oppure altre notizie

legate a quel paragrafo della nota, creando proprio un link che chiano

Wikilink, mi pare, e quindi portano ad ampliare tutta una serie di

altre note.

La sottonota stessa può diventare un'altra nota, utilizzando cascata ricorsiva, che può

andare sia in avanti che indietro.

Una delle cose belle che di Craft, che non hanno scono.

Ad esempio, che ha preso dall'altra applicazione che si chiama Roam e

che si linksa all'interno della pagina.

Troviamo tutti i link e pagina, quindi possiamo praticamente ritornare indietro senza

perdersi e dover ritornare alla home page, chiamiamola.

Interesse un'altra opzione che è piaciuta, che però è differente dal modo

che lo utilizzi, perché la larghezza della pagina è una cosa che

all'inizio è un po' destabilizzante perché si può variare a seconda dell'utilizzo.

Io, ad esempio, a volte uso il MacBook non attaccato al monitor

e quindi preferisco la visuazione normale che praticamente è molto stretta e

quindi giustamente il monitor è più piccolo.

Invece, quando sono a casa, sul 21 da 29 pollici utilizzo la

lunghezza totale in modo tale da avere proprio tutta la frase su

una linea sola, insomma, per non avere troppi per fare uno scroll

troppo lungo.

Certo, certo.

Difatti, stavo notando la visualizzazione che vediamo appunto sulla pagina principale di

Craft dell'animazione che parlava prima Filippo.

In effetti, se io prendo allargo questa pagina, ho quasi l'idea davvero

di un blocco note, nel senso che si lascia i margini di

fianco per prendere ulteriori note.

Adesso tendenzialmente possiamo, non vorrei dire che la pagina centrale occupi un

po' più della metà della pagina completa, circa andando così proprio con

lo spannometro ad onde infrarosse.

In ogni caso, io credo che questa qui sia davvero interessante come

applicazione.

Volevo chiederti due cose prima di andare avanti, la prima è perché

hai deciso di provare questa applicazione?

Cos'è che ti ha spinto a provarla?

Qual è la caratteristica che ti ha colpito?

La prima caratteristica è il fatto che supporta il Markdown, mi piace

il Markdown, mi dà la possibilità di avere il testo, quello che

scrivo, in mano, diciamo, di non avere mille cose come la World

o anche lo stesso page.

E poi è molto più divertente.

Giustamente utilizzando una tastiera meccanica, adesso fa molto bello quindi ritorno un

po' agli albori di quando si utilizzano le vecchie tastiere IBM, quelle

che ti sentono schiacciare i tassi dalla stanza di fianco.

La principale idea era quella di utilizzare il Markdown, perché poi potevo

fare delle note veramente piccole.

Evernote è bello, ma produce una quantità in mano di gigabyte.

Io avevo.

Mentre sto facendo il trasferimento da Evernote ad un altro sistema che

poi magari ne parleremo un'altra volta.

Avevo 70 giga di note,

comincia diventa pesante.

Evernote ti permette anche di catturare i PDF quindi poi esatto, anche

craft.

Perché craft puoi installare, poi allegare i PDF, puoi allegare le immagini,

naturalmente anche i documenti di Word, Excel, tra l'altro, hai una delle

funzioni che è stata introdotta poco tempo fa: le tabelle che non

c'erano fino a qualche mese fa, le tabelle in craft, quindi, se

qualcuno magari utilizza le tabelle, lo trova anche in craft.

Ottimo.

Volevo chiederti, appunto, per il Markdown, perché notion,

ad esempio, ha un supporto per il Markdown, ma come lo chiamo

io, è un supporto leggero perché chi ama scrivere il Markdown, probabilmente

non si troverà bene a scrivere in notion, il Markdown come ho

fatto io.

Perché per un certo periodo l'ho anche utilizzato per scrivere i miei

articoli, proprio scrivere completamente i miei articoli.

Però, visto che il supporto non è dei migliori, nel senso che

qualche pezzo se lo perde, nel senso dal punto di vista della

formatazione e anche dei link e via discorrendo, mi dava un po'

fastidio.

Sono passato ai vecchi mezzi che utilizzavo prima, ovvero delle applicazioni apposite

per scrivere in Markdown.

Invece, questo ha un supporto un po' più decente?

Sì, è molto più decente di notion.

Non è a livelli lo nomino di Obsidian o di Simple Note,

però è

molto più vicino alla scrittura in Markdown che quella di Notion.

Mi sono trovato bene perché poi scrivo direttamente con le varie funzioni

del Markdown e lui li traduce immediatamente, ottimo.

E invece l'altra domanda che ti volevo fare riguarda una cosa che

ci aveva lasciato, diciamo, non dico perplessi, ma non siamo riusciti ad

approfondire.

Magari tu hai avuto la possibilità di approfondirla visto che l'hai usato

un po' più di noi.

Questo ha detto che c'è appunto sul sito, ovvero che i tuoi

dati rimangono tuoi senza eccezioni.

I dati dove vengono salvati?

È anche la mia domanda,

i dati vengono salvati in locale, ma

praticamente l'applicazione li spara attraverso probabilmente un loro server.

Quindi non è proprio vero che io ho il controllo totale dei

dati, nel senso perché io quando vado sull'iPad o sull'iPhone, li ho

immediatamente, quindi in qualche modo si trasferiscono attraverso i cloud.

In pratica, come diceva giustamente Filippo nella puntata scorsa, per determinate funzioni,

tipo giustamente prendere gli appunti per un podcast o appunti per le

ricette, diciamo, potrebbe andare bene.

Giustamente, se tu utilizzi questo sistema per prendere appunti per una professione

che ha bisogno di una privacy restrizione dei dati e di un

controllo dei dati sensibili, non è sicuramente faccio una piccola parentesi: perché

nel mentre ho guardato il lungo documento che dice Roberto, i dati

sono salvati sui server Amazon e lo scrivono chiaramente: non sono cifrati

end to end, quindi da quel punto di vista lì sono cifrati

nel trasferimento.

No, infatti, tra le varie applicazioni che ho provato, non ne ho

trovata quasi nessuna che potesse darti la certezza che i tuoi dati

siano solo tuoi.

Mi chiedo chiedo a Filippo che è più sul pezzo.

Note di Apple invece come se la cava, stesso gioco, sono server

di Apple, ma di fatto, già varie volte.

Apple ha comunque consegnato i dati alle forze dell'ordine, che vuol dire

che i dati i dati non erano cifrati, ecco, perché il discorso

è se io ti consegno i dati, ma sono cifrati come se

non ti li avessi mai consegnato.

Sul dispositivo, sono cifrati, teoricamente, le note sicure dovrebbero essere cifrati a

loro volta.

Quindi dovrebbero essere pure perché la chiave di decifratura ce l'hai tu.

Tuttavia il solito discorso.

Se vai in un server altrui non hai certezza matematica.

Teoricamente però rettifico perché ho riletta moda.

Allora sono cifrati nel trasferimento e a riposo.

Tuttavia dicono che non sono cifrati end to end adesso.

Sul tecnicalismo della cosa non l'ho capita bene, però comunque mi lascia

un po' perplesso.

Diciamo quello che c'è scritto in craft, ecco.

Insomma, è ovvio che appunto se non avete dati ipersensibili e così

via, comunque utilizzarlo tranquillamente.

È ovvio che se invece, soprattutto per un avvocato, dati giudiziali o

comunque riservati, in quel caso lì oggettivamente io lo sconsiglierei, poi ovviamente

ognuno fa quel che vuole.

No, no, sicuramente tutte le applicazioni che ho provato, le chiamiamo le

applicazioni second brain, come vengono dette adesso.

Nessuna ha questa funzione di crittografia end to end, nemmeno anche Evernote

che lo dice tante volte, ma alla fine i dati non sono

proprio crittografati end-to end.

Teoricamente Obsidian col servizio di pagamento dovrebbe esserlo, perché anche lì, di

fatto, tu inserisci la chiave di cifrattura, tua e quindi, ovviamente, nessuno

può conoscerla se non la divulgi.

Poi ci sono mille problematiche che non ha senso neanche approfondire, visto

che non siamo nessuno di noi sufficientemente esperto a livello tecnico informatico.

E niente, poi volevo magari aggiungere altre cose su Craft, perché abbiamo

parlato prima che ha delle funzionalità molto legate al sistema operativo OS

X e anche iOS.

Infatti, supporta lo Split View, lo slide over e il multi windovo

sui iPad, ha anche il trascino e rilascia, quindi si possono spostare

nello spazio di lavoro.

Tutti i blocchi non sono proprio bloccati in una posizione, quindi uno

può spostare i blocchi a suo piacimento in modo da avere poi

un suo grafico, un suo modo di vedere proprio le note prese.

Supporta i widget sugli iOS, sono tre widget, e

anche giustamente visto che siamo in puntata, lo ripeto, supporta le shortcut

di iOS e i fortunati che hanno adesso Monterei anche su OS

X sui Mac.

Certo, invece, ti faccio un'altra domanda, appunto, perché ho notato che su

Notion avevo avuto dei problemi.

L'Apple Pencil come viene supportata?

Hai avuto modo di provarla?

Stavo aggiungendo la cosa, perché in effetti supporta il Pencil Kit: quindi

col Pencil Kit giustamente non puoi scrivere con la tua grafia, ma

però puoi fare le annotazioni su uno screenshot o su un PDF.

Ok.

Invece, su Notion, ho visto che si riesce a portare la scrittura

grafica propria, nel senso che si appoggia proprio completamente diciamo alla sottostruttura

di Apple, perché funziona abbastanza bene, però non è ancora ben implementato.

Perché, per esempio, se io volessi usare solo la penna al posto

del ditone, non si riesce ad esempio a spostare i blocchi da

una parte dell'altra, non si riesce a dare le spunte.

Ci sono un po' di problematiche che ovviamente io ho alzato la

manina, l'ho mandato a noi, ho detto ragazzi, guardate che dovete un

po' più lavorare meglio su Apple Pencil, perché siamo messi un po'

maluce.

Ho detto: eh sì, ci stiamo lavorando, hai perfettamente ragione.

Io purtroppo non ho l'iPad, ho ancora l'iPad del 2010, quindi purtroppo

non è supportato nemmeno craft.

Giustamente nel 2010

il primo iPad

1 che ancora dura.

Adesso è finito in mano al piccolo Matteo per vedere i video

oppure per giocare con i giochini, quelli per bambini, quelli che ti

dicono che fanno bene alla memorizzazione, alto, il padre responsabile, prima di

tutto.

Ci sono alcune cose da dire ancora.

C'è la possibilità di fare la collaborazione in tempo reale.

Queste sono, però, più per quelli a pagamento.

Ci sono delle varie funzioni che sono a pagamento, poi ve lo

dirò: craft diciamo a livello personale è un po' limitato.

Dopo un po' che lo si usa, se si entra nel mood

di utilizzarlo, ci si trova e ci si scontra con delle limitazioni

che poi, giustamente, business is business ti portano a dover acquistare l'abbonamento

annuale.

Tra queste cose, sono le visite delle pagine web pubbliche e le

opzioni di esportazione, che ce ne sono tante a livello gratuito, però

quelle più interessanti, tra cui la stampa, io non posso stampare la

nota perché quella la può fare solo chi ha l'abbonamento annuale.

Tuttavia, posso esportare il file in Markdown o il PDF o in

text bundle.

Insomma, queste le possiamo fare è una funzione bella che a Evernot

che ho trovato su Obsidian, ma tramite plugin e la cronologia delle

versioni: quindi uno può tornare a ritroso a una versione precedente, se

ha sbagliato, certo, per esempio, per il notion, questo mi pare che

sia pagamento per arrivare a una cronologia di 30 giorni se non

erro, vado un po' a memoria perché io sono sul piano proprio

base base.

E anche qui la versione diciamo free ha fino a tre recuperi,

puoi tornare indietro a tre versioni, non di più, se vuoi di

più, giustamente paghi.

Anche perché ho visto avendo tutto un sistema.

Oltre all'applicazione da sviluppare, anche il back-end di server, giustamente craft, se

uno lo utilizza a pieno, consiglio vivamente di acquistare l'abbonamento.

Che tra l'altro, adesso penso sia a giri sui 40

dollari, poi bisogna vedere come li traducono in euro.

Ah, sì, quello è anche vero.

Stavo osservando, alzo io un attimo la manina per quanto riguarda i

blocchi, perché alla fine, da quello che ho capito, si basa tantissimo

sui blocchi.

Tu immagino se ho capito bene, stai utilizzando la versione free e

quindi hai un limite di mille blocchi, hai già intuito l'orizzonte dei

mille blocchi, oppure ci stai alla larga?

Sono ancora alla larga.

Dopo aver buttato dentro, diciamo 5-6 puntate, poi ho messo dentro anche

delle note per alcuni clienti.

Sono ancora alla larga, diciamo che sono a metà.

Dopo un utilizzo di sei mesi circa, se lo si usa pesantemente,

dipende poi da quanto si prendono note, insomma, da quante note hai

giornalmente.

Perché poi c'è anche la funzione della nota giornaliera.

Se chi ha la passione di mettersi lì di farsi la to

do list ogni giorno.

Se poi utilizzi

, ogni sottoblocco viene contato come blocco quindi ti va a scalare i

mille blocchi che hai gratuitamente.

Gratuitamente hai anche altre limitazioni.

Il problema è che ad esempio hai solo tre pagine per i

backlinks quindi anche quella è una limitazione molto pesante, quella che tra

l'altro poi mi ha fatto decidere di passare ad altro, perché backlink

altre pagine ti limita tantissimo se tu utilizzi veramente la funzione SicConBrain

e le Wikilinks.

Questa è una limitazione.

Certo.

Stavo notando tra le altre cose che c'è un limite di file

uploads di 5 MB e uno storage di 1 GB per la

versione personal, che dovrebbe essere quella free, non l'avevo visto io.

Questa qui è la versione free, prende 5 MB di file upload

e appunto 1 GB di storage, che non è poco un GB.

Certo è che se lo metti di fianco all'unlimited dei file upload

dei 50 GB

della versione professional, che come dicevamo costa 45 euro e più o

meno quello che vai a pagare con

un diciamo un sistema di storage online più o meno, un po'

di più.

Però chiaramente ci sono tante cose e anche l'applicazione

l'applicazione la consiglio per chi, come noi lavora su OS X, è

l'applicazione che più mi è piaciuta come integrazione a livello sia di

interfaccia grafica che proprio di dialogo con il sistema operativo.

Hai qualche domanda o stai facendo un ripasso su comandi rapidi?

Quello dopo ci divertiremo, direi che Daniele è stato bravissimo, nel senso

che è stato molto preciso.

Sì, sì.

Alzo ancora la manina per dire l'ultima cosa, visto che voi due

siete utilizzatori di iPad, ecco Craft, ha un penso che stiano lavorando.

Comunque so che stanno pian piano tirando fuori sempre nuove versioni.

L'ho fatto provare a un mio collega, l'ha provato e mi ha

detto due o tre cose.

La prima cosa che lui ha visto la differenza tra il mio

MacBook e il suo iPad è che non ha lo stesso layout.

Quindi il layout non è proprio simile a quello che c'è sul

desktop.

Poi, ad esempio, mancano la visualizzazione a cartelle che c'è sul desktop

e non sui pad.

Sui pad si vedono solo i blocchi e quindi ti lascia un

po'

un'altra volta disorientato.

Quindi, perché non trovi la stessa scelta esatto, curiosa, e un problema,

almeno quello che mi ha detto lui riporto sempre, ringrazio Davide per

questo aiuto.

Per il track pad, perché dice che con la Magic Keyboard, lo

scorrimento a due dita che sul desktop, serve per navigare tra i

pannelli, invece, qua non funziona, sposta solamente i blocchi e basta.

Quindi, questa funzione che lui utilizza, che avevo utilizzato sul desktop, non

la ritrovavo sull'iPad.

I famosi tre puntini per

le varie impostazioni sul Mac, sono in alto a destra, mentre sull'iPad

sono in basso a sinistra.

Quindi, o qualche volta si perde dove sono questi tre puntini per

le impostazioni e le varie feci.

Ho visto che dall'iPad, proprio ha un doc che si alza con

varie funzioni, in stile iPad esatto, per concludere, io, come ho detto

prima, consiglio questa applicazione per gli utenti Mac.

Io non la utilizzo perché lavoro anche su Windows, quindi avevo bisogno

di un'applicazione multipiattaforma, craft non lo è, ma se sta all'interno dell'ecosistema

Apple, è sicuramente l'applicazione più vicina allo stile Apple, è decisamente

molto ben integrata.

Adesso sto guardando dal desktop, da un browser.

Allora vi saluto e vi ringrazio di avervi fatto partecipare al vostro

podcast.

Sono lusingato.

Un piacere, anzi, alla prossima, è stato un piacere, guardo Daniele.

Allora, dopo che abbiamo parlato con Daniele di questa bella applicazione che

ci ha spiegato tutto quanto, e ringraziamo ancora per averci dato questi

consigli e sponiamo come sempre tutti quanti gli ascoltatori a dire la

propria, sapete come contattarci.

Trovate tutti i link nelle note dell'episodio.

Ma adesso andiamo a bomba e andiamo un attimo a vedere di

che si parla di questa puntata.

Parliamo di comandi rapidi.

Probabilmente li daremo, visto il protarsi della puntata, magari ne facciamo solo

un po' di accenno, non andremo in profondità in questo caso, ma

ce l'avevamo già come idea.

Quindi direi che comandi rapidi, che per gli amici è Shock Huts,

perché utilizza le versioni inglese di questo simpatico aggeggio che aveva sostituito

qualche tempo fa un altro.

All'inizio non si chiamavano così.

Come si chiamavano già all'inizio?

L'applicazione di base, quella nativa, si chiama Workflow.

Facendo un po' di storia, diciamo, Workflow nasce come applicazione a pagamento

ed era l'automator, chiamiamolo così per iOS e poi iPadOS.

Questa applicazione è stata addirittura acquistata da Apple e tutta la società

con anche i programmatori.

E a questo punto sostanzialmente nasce Comandi Rapidi in italiano Siri Shortcut

perché ricordiamocelo, c'è una profonda integrazione anche con Siri e quindi con

il riconoscimento vocale.

Nasce dopo un annetto dall'acquisto di Warflow, appunto comandi rapidi, e da

qui poi nel tempo si è sviluppato.

E da quest'anno a ottobre i comandi rapidi è passato anche su

Mac, quindi a questo punto abbiamo il cerchio che si chiude.

Questa piattaforma di automazione, diciamo, per iPhone e per iPad passa anche

sui Mac.

E appunto la cosa interessante, diciamo, un po' per tutti è questo:

cioè il fatto che un certo limite, diciamo, di premure.

Perché i comandi rapidi non funzionano in maniera trasparente su tutte le

piattaforme in modo uguale, però molti comandi rapidi che potete creare funzionano

indifferentemente dalla piattaforma su cui lo utilizzate.

Quindi una cosa che avete creato per l'iPhone può funzionare tranquillamente sul

vostro Macatto.

Dunque, essenzialmente i comandi rapidi cosa fa?

È un sistema semplice e visuale perché non richiede in realtà di

essere un programmatore per ottenere qualcosa, utilizza dei comandi molto semplici per

la concatenazione di azioni.

Per esempio, ci potrebbe essere una short cuts che dice prendi questo

file, prendi lo sposti in questa cartella e volendo lo rinomina.

E qui sono andato un po' a braccio, non so se si

possa fare, ma ipotizzo di sì.

Diciamo che adesso sì, fino a poco tempo fa questa operazione che

tu

raccontavi era un po' limitata su iPhone e iPad, ma con l'unione

dei sistemi operativi, diciamo, con la gestione su più sistemi operativi.

Adesso comandi rapidi sulla gestione dei file, diciamo, è molto migliorata anche

su iPad e iPhone.

Questo sostanzialmente il grosso limite era legato al fatto del sandboxing che

è molto pesante sui dispositivi mobili di Apple.

E fino a poco tempo fa si poteva accedere prevalentemente solo alla

cartella shortcut con comandi rapida all'interno dei vostri dispositivi, sostanzialmente.

Quindi non si aveva la possibilità di accedere a tutto il file

system, chiamiamolo così, dei dispositivi mobili.

Giusto per fare un paragone, comandi rapidi è molto simile e si

ispira ad automator.

Quindi ci sono dei piccoli blocchi, diciamo.

Roberto è sempre contrario automator e io sono sempre contrario.

Automator, per esempio, dal mio punto di vista, un'interfaccia molto più intuitiva

di comandi rapidi.

Questo me lo dico per semplice fatto, forse perché ho iniziato a

lavorare su Mac su automator e la possibilità di avere una tendina

sulla sinistra dove io praticamente tutti i piccoli blocchi che potevo semplicemente

spostare con la manina sulla destra mi veniva più semplice piuttosto che

in comandi rapidi, che mi ha dato sempre un po' un'impressione di

non di difficoltà, ma diciamo che mi dovevo ambientare per riuscire a

ottenere qualcosa.

Mentre con Auto Metro mi sembrava molto più intuitivo.

Questo perché è anche vero che io passo le giornate sul Mac

e non su iPad e su iPhone e quindi la mia conoscenza

è molto limitata sotto questo punto di vista rispetto al Mac.

Al Mac diciamo l'interfaccia grafica che mi si presentava se all'inizio diciamo

che all'inizio, chiaramente come tutti i programmi che apri, ti lasci un

po' orientarti.

Però ho capito il meccanismo che bastava semplicemente spostare questi blocchi e

farli funzionare mettendo eventualmente delle variabili e registrando addirittura c'era la possibilità

di creare delle vere e proprie applicazioni, nel senso che delle micro

applicazioni, ce n'è una che io non ho mai avuto il tempo

di parlarne né su blog né su Snap, è un'applicazione che permette,

ad esempio, di fare un salvataggio giornaliero dei dati che sono stati

cambiati

all'interno del Mac dipene li salva in cifrato su i cloud.

Quindi non ho mai avuto modo di parlarne, ma per esempio con

automator questo è possibile farlo e se l'ho fatto io vi garantisco

che è veramente facile.

Si considera che comandi rapidi su Mac ha più o meno le

funzioni che dici tu: cioè la nuova interfaccia ti permette di vedere

automator sostanzialmente avevi sulla sinistra le azioni, chiamiamole così, e sulla destra

il flusso di lavoro, cioè la concatenazione delle azioni stesse che andavi

a tracciare.

Comandi rapidi funziona al contrario, cioè il flusso di lavoro è sulla

sinistra e invece sulla destra trovi tutte le singolazioni, c'è un sistema

di chiamiamola così, gerarchizzazione di queste azioni un po' diverso, ovviamente, perché

viene su iPad e iPhone, diciamo, lo spazio dello schermo spesso bloccava

la possibilità di avere tutta questa interfaccia a vista e quindi spesso

volentieri su iPhone, tuttora c'è in estrema sintesi un sistema per andare

a cercare velocemente questa azione, quindi trascinarla all'interno del flusso, ma ammetto

che io non faccio quasi mai, cioè non creo mai un comando

rapido da iPhone.

Su iPad, invece, soprattutto su quelli grossi, tipo il mio, c'era la

colonna di sinistra dove avevi tutte le azioni che potevi prendere e

inserire nel flusso di lavoro.

Quindi poi alla fine quello che vuoi fare tu o che volevi

fare tu, c'è, quindi non ti deve spaventare, mettiamola così.

Anche perché, appunto, come dicevo, workflow prima e comandi rapidi adesso ha

preso tantissimo da automator perché di fatto era l'automator

di iPhone iPad.

Anzi, da un certo punto di vista ha innovato e ha migliorato

su automator.

Per se si iniziano a fare adesso non voglio entrare proprio nel

dettaglio, ma se si iniziano a fare delle automazioni un pelo più

complesse, diciamo, le variabili magiche, tutta una serie di funzioni, anche come

comandi rapidi estrapolai i dati dai file che gli passi, è molto

molto più semplice e ti permette veramente di lavorare molto meglio.

Però già lì andiamo oltre l'aspetto medio della vicenda.

Quindi adesso la domanda che ti volevo fare, la rimandiamo: che variabili

magiche, ma sono davvero magiche?

Mettiamola così, tanto comunque ne volevo parlare brevemente.

Comunque la variabile, giusto perché parliamo degli argomenti, mettiamo le basi poi

per una puntata più approfondita, mettiamola così a livello di programmazione, perché

comunque adesso l'interfaccia può essere

semplice finché si vuole, ma comunque

comandi rapidi come automatore da precisare, richiede un minimo di concetti di

applicazione, cioè di come si programma.

Le variabili sono il tipico concetto di come viene fatto un programma

e le variabili consideriamole come delle scatole all'interno delle quali inseriamo un

dato.

Il dato può essere del testo, un file, un numero e così

via.

Una volta che abbiamo nel cassetto questo dato e abbiamo quindi questa

variabile la chiamiamo la variabile A, questa variabile A la possiamo ritirare

fuori e quindi tirare fuori di nuovo il dato dal cassetto alla

bisogna, diciamo e ovviamente fare operazioni con questi dati.

Le variabili magiche di fatto semplificano ulteriormente tutta questa operazione in maniera

anche grafica, quindi, insomma, hanno fatto secondo me qualcosa di molto intuitivo.

Io capisco qualcosa di programmazione, ma non sono tutto forché un programmatore,

e devo dire la verità: questa gestione, diciamo, una volta che ovviamente

si è capito, ma adesso lo vedremo nelle puntate successive, se le

faremo, anzi, apro e chiudo una parentesi.

Questa è una puntata introduttiva, cercheremo di chiuderla in un tempo decente,

chiamiamola così.

Se c'è interesse, ovviamente ne faremo delle altre un po' più approfondite,

giusto per andare un po' nel dettaglio, perché ovviamente ci sono tantissimi

aspetti di comandi rapidi, che è un'applicazione anche molto complessa, si riescono

a fare cose molto complesse.

Se invece non c'è questo interesse, casomai ne faremo un'altra, diciamo e

poi chiudiamo lì per tempi migliori, mettiamola così.

Tornando a noi, quindi invece andando un po' indietro, quindi cercando di

dare un'infarinatura di come funzionano sostanzialmente i comandi rapidi, se apriamo la

nostra Comandi Rapidi, che di fatto appunto nasce come Siri, shortcut e

quindi c'è una sorta di S come icona.

L'icona è appunto quella di una S.

Quindi, se pensate a una C o una R, non pensateci, è

tutto forché, perché la traduzione poi italiana di shortcut, che sarebbe scorciatoia,

tradotta proprio letteralmente.

Invece Apple ha pensato effettivamente comandi rapidi ha un suo senso logico,

cioè sono dei comandi che ti permettono di velocizzare delle operazioni che

abitualmente su iPhone, iPad o Mac richiederebbero un'interazione umana più complessa e

comunque più tempo.

Quindi sono automazioni per velocizzare un flusso di lavoro.

Se andiamo a vedere l'applicazione comandi rapidi partendo al contrario, cioè da

destra a sinistra, non si dovrebbe, ma secondo me è l'approccio più

intuitivo alla vicenda.

Abbiamo quella che è la galleria dei comandi rapidi.

Se non volete sporcarvi le mani con niente, questo è il posto

dove dovete andare voi.

Perché infatti io lì ci sguazzo, esatto, perché di fatto lì trovate

già dei comandi rapidi belli che pronti, con le descrizioni, con le

spiegazioni fatte da Apple e così via.

Sono cose semplici.

E secondo me la forza, diciamo, di comandi rapidi è proprio questa:

si possono fare delle cose molto compleche.

VT ci fa delle robe che ci sono 150 azioni dentro e

ti fa anche la birra, ok?

Ma la verità è che questa applicazione qui è comoda per fare

delle operazioni tra che guardate chiamiamole stupide, ma utili.

Un esempio che faccio sempre è state tornando a casa dal lavoro

in macchina e volete mandare un sms a vostra moglie dicendo arrivo

tra X minuti in base al traffico, ok.

E questi X minuti vengono calcolati da comandi rapidi accedendo alle capacità

di gestione del traffico e quindi al tempo previsto d'arrivo che l'iPhone,

sapendo la vostra posizione e avendo appunto mappe, permette di fare.

E tutta questa operazione la fate premendo un pulsante quindi in automatico,

comandi rapidi fa tutto.

Ed è questa, secondo me, la funzione utile alle masse, chiamiamola così,

poi è ovvio che per una nicchia di gente che è appassionata

di fare cose un po' particolari, si può fare anche questo.

La cosa interessante, appunto, di comandi rapidi è che vi permette, appunto,

di unire applicazioni differenti.

I messaggi e le mappe e estrarre dati dalle mappe per poi

mandare un messaggio, completare un messaggio in automatico.

Quindi non dovete neanche scriverlo, la persona a cui lo mandate casomai

è già stabilita e quindi vi velocizza notevolmente il lavoro.

Nell'appunto galleria trovate tutta una serie di ne trovate veramente tante e

mentre il workflow era in inglese, quindi c'era effettivamente già l'ulteriore scoglio

di avere un'applicazione in inglese con comandi rapidi, cioè con comandi comunque

in inglese.

Con il passaggio all'interno di Apple, Apple ha tradotto tutto.

Quindi i comandi rapidi sono in italiano.

A volte non sempre, perché poi

più che altro sono gli sviluppatori terzi che possono aggiungere comandi rapidi,

ma spesso e volentieri ovviamente lo fanno in inglese.

Quindi c'è questa non sincronia di tutto, però l'80% dell'interfaccia è pacificamente

trattato in italiano, hanno fatto veramente un bel lavoro e tutta la

galleria è in italiano quindi è molto comoda, vi fa vedere anche

come anche qui, per esempio, potete scaricare un'azione che non fa esattamente

quello che volete voi, ma sulla base della quale poi fate le

modifiche e potete ottimizzarla per i vostri flussi di lavoro e non

per i flussi di lavoro che casomai Apple ha pensato e così

via.

Direi che quella centrale, le automazioni, la teniamo per ultima, tutto invece

sulla sinistra vi trovate i miei comandi rapidi.

Se schiacciate lì avete invece i vostri comandi rapidi, cioè gli eventuali

comandi rapidi che avete scaricato la galleria o i comandi rapidi che

avete creato voi.

Quindi ovviamente lì dentro potete crearne di nuovi e potete giocare con

i comandi rapidi.

Segnalo che se avete abilitato la funzione di sincronizzazione.

I comandi rapidi che avete creato per esempio sull'iPad ve li ritrovate

sull'iPhone e così anche sul Mac.

Quindi è trasparente nelle precedenti versioni di comandi rapidi, soprattutto nelle versioni

beta, ci sono stati vari problemi nella sincronizzazione di queste cose qua.

Ma nell'ultimo periodo, almeno su questo fronte, Apple ha risolto

, ha risolto un po' di problemi.

Apro chiuso una parentesi nella chat che abbiamo che avevamo

per questa puntata mentre preparavo le ultime cose per andare in diretta,

appunto c'era un commento di VCC che diceva che la versione 15.2

ha peggiorato ulteriormente dei problemi con comandi rapidi.

Come dicevo nella puntata scorsa, ad oggi i comandi rapidi per Mac

e per iPhone è traballante, mettiamola così.

Questa convergenza di piattaforme è ancora inmatura, chiamiamola così.

Quindi attenzione!

L'avevamo già ipotizzato durante il keynote se ti ricordi, tante cose funzionano,

però ci sono ancora dei problemi e quindi tenetele anche in considerazione.

L'ultima funzione che però è interessantissima.

Adesso qui proprio la vediamo in maniera molto superficiale, ma se ci

sarà tempo è una cosa che dovremmo approfondire, sono le automazioni.

E voi direte: che senso ha avere automazioni dentro un programma di

automazioni?

È una cosa diversa, cioè, uno dei limiti grossi fino a poco

tempo fa, fino alla versione aiOS 13, sostanzialmente, era che i comandi

rapidi per funzionare richiedeva l'interazione umana, chiamiamola così: voi dovevate comunque in

qualche maniera far partire l'automazione.

In alcuni casi è comodo, necessaria, ma in altri può essere una

scocciatura o comunque un ulteriore azzigogolo alla vicenda.

Benissimo, Apple ha fatto due cose interessantissime.

Ha creato in questa sezione automazioni, si chiamano trigger, cioè degli eventi

che fanno partire i comandi rapidi e sono le automazioni personali.

E poi abbiamo anche l'automazioni per la casa.

Qui c'è la possibilità

esatto.

Qui c'è la possibilità di integrare i comandi rapidi con la domotica,

quindi con HomeKit e con la gestione diciamo della casa intelligente o

smart, chiamatela come volete.

Apple o non Apple adesso, anche qui sarebbe carino e in futuro

se c'è interesse, potremmo parlarne.

Perché non sono un amante, anche se non ho tanti strumenti, ma

di come gestire la casa intelligente con le varie soluzioni software.

Che anche qui, ovviamente, un kit è la piattaforma Apple, ma ne

esistono altre.

Esistono programmi per far dialogare piattaforme differenti.

Insomma, è una cosa interessante.

Se c'è la necessità, scrivete, ditecelo nelle recensioni o mandateci una mail:

Apprezziamo volentieri, o anche addirittura potete scriverci su Twitter

dove volete, noi leggiamo tutto.

Io mai Twitter lo leggo ogni morte di papa.

Tuttavia potete farlo, mettiamola così, ma Roberto invece che è un social,

anche su Instagram trovate Roberto, ormai è un prezzemolino Roberto.

Sì, sì, vi trovate dappertutto.

Quindi, come funzionano i comandi rapidi, sostanzialmente abbiamo delle azioni che adesso

ce ne sono veramente tante.

Quindi adesso vedremo anche come è possibile descriverle o inquadrarle.

Ma ci sono delle specificche azioni che possono essere dal mandare creare

una mail, mandare un sms o un i message, contare, contare, fare

delle operazioni, calcolare una data, sottrarre giorni a una data e così

via.

Quindi, veramente le azioni possibili sono veramente tante, non ha neanche senso

fare un elenco.

Grazie a tutte queste azioni che possono essere concatenate l'una all'altra, ovviamente

c'è la possibilità di passare i dati da un'applicazione all'altra e manipolare

anche questi dati, per cui è lì il gioco della vicenda.

Non so, vogliamo datare dei documenti, è ovvio che potendo estrapolare la

data del giorno odierno, o addirittura andare a vedere dentro il documento

qual è il contenuto e estrapolarlo, ci permette poi di manipolare questi

file e rinominarli, ridatarli e così via.

Cosa che fino a quando non c'è stato comandi rapidi barra Workflow

era praticamente impossibile su iOS, e bisogna andare a mano a modificare

tutta a mano.

Certo, e probabilmente molti di voi lo fanno tuttora, anche io a

volte,

di corsa lo faccio perché

sì, perché la prima cosa che ti viene in mente è quella

farlo manualmente.

Tuttavia, soprattutto in determinato: è ovvio che se devo cambiare un file,

vabbè, il nome di un file ci metto quello che ci metto,

ma non è un dramma.

Se già devo iniziare a modificare il nome di 10 file, la

cosa inizia a cambiare.

Perché con tastiera su iOS è anche abbastanza comodo, ma semplicemente con

le dita e quindi con la tastiera software la cosa inizia a

diventare meno piacevole solitamente.

Quindi, anche lì, per esempio, volete cambiare il nome del file su

iPhone, un'automazione vi aiuta molto rispetto, casomai, quanto è possibile fare su

un computer caso mai e così via.

E comunque anche su Mac, per esempio, ci sono tutta una serie

di funzioni e sono molto utili.

Poter rinominare velocemente decine di file con un colpo su.

Sì.

Beh, su Mac c'è anche c'è da dire che si può anche

evitare di usare automator in questo caso o i work for nuovi.

Esatto,

c'è il rinom che ha proprio una sua bella casella che funziona

da dio.

Secondo me, è una di quelle grand belle cose che ti semplificano

la vita.

Che probabilmente metto punto interrogativo perché non lo so, probabilmente su Windows

non l'ho trovato.

Io chiuderei con le ultime due cose, due o tre cose interessanti

dell'interfaccia, perché a questo punto non entrerei troppo nel dettaglio.

Speriamo di avervi incuriosito se c'è se c'è interesse, ovviamente approfondiremo.

C'è la possibilità di salvare come si fa con automator un comando

rapido direttamente come applicazione, chiamiamola così, con un'icona

nella home screen o nelle varie interfacce di iPhone e iPad.

E nella strema sintesi cliccando su facendo tap su quell'icona parte il

comando rapido e quindi ve lo trovate direttamente sul telefonino o sull'iPad

velocemente.

Questa è funzione molto comoda, spesso volentieri.

Poi abbiamo i comandi rapidi in quella che io chiamo share sheet,

ma che per Apple è il pannello di condivisione: cioè, per esempio,

selezionate in file tutta una serie di documenti.

Una volta che li avete selezionati, è possibile attivare il pannello di

condivisione e lì trovate se l'avete selezionata apposta, i comandi rapidi per

interagire con questi documenti, per esempio, o anche dall'applicazione A potete appunto

far partire o comunque condividere con un comando rapido i contenuti dell'applicazione

A e poi farli lavorare e modificarli come volete quindi questo è

utilissimo.

L'altra cosa interessante e semmrò finalmente i miei un po' di mini

ancora più interessanti dal mio punto di vista.

Comandi rapidi sono da sempre nascono come appunto si shortcut e quindi

nascono con interazione vocale anche.

È possibile invocare voce con il solito metodo che non possiamo dire

perché se li state ascoltando, non nelle cuffie, ma con un dispositivo

Apple, casomai lo facciamo partire.

Ma potete dire: possiamo dire i Samantha, ma ecco io non metterei

mai i S, perché solitamente anche.

Dici che basta, però Samantha è lunga rispetto.

A volte se dici cose simili alla Siri e poi dici Ehi,

parte Siri è lo stesso, infatti, è bellissimo una volta.

Ma a me capita con i film.

Spesso li guardiamo su iPad.

Mi capita spesso che ogni tanto si blocca.

Io l'ho disabilitato dappertutto, è una cosa che mi dà abbastanza fastidio.

No, devo dire la verità.

Invece io sto cercando di utilizzarlo di più.

Comunque chiudendo la parentesi come la solito, diciamo le automazioni possono essere

sia attivate con la voce.

Ma la cosa più interessante è che si possono creare delle automazioni

dove Siri ti dice ti fa delle domande, chiamiamole così, e a

fronte delle risposte si comporta, cioè esegue comandi differenti e quello è

molto interessante, devo dire la verità.

È quello molto interessante.

Io mi sono limitato a fare solo una cosa con siri il

comando vocale che l'ho impostato io a set peso, che posso dire,

gli dico ei siri, set peso e lui mi dice, cosa vuoi?

Quanto pesi oggi?

Allora gli metto la cosa e me lo carica direttamente sulla rapp

salute e ho il bravissimo.

Questa è proprio una semplice automazione, ma comoda.

Perché ti evita di andare lì, aprire l'applicazione salute, salicare il dato

e così via.

E lo riesci a fare anche vocalmente.

Di fatto tu hai creato un microprogramma che utilizza appunto riconoscimento vocale,

inserimento dati tutta voce.

Insomma, vedete com'è bravissimo Roberto che ormai è se ce la faccio

io, ragazzi, ce la può fare chiunque.

E l'ultima cosa: addirittura: i comandi rapidi si può attivare anche con

l'Apple Watch, quindi anche lì, anche se devo dire la verità, mai

usato in vita mia, però per chiudere le possibilità, diciamo, di comandi

rapidi, veramente si riesce a fare un po' ovunque in varie modalità.

Quindi direi che a questo punto chiudiamo brillantemente la nostra puntata perché

alla fine abbiamo stata molto bella.

Bisogna dire che è stata una bella puntata dove abbiamo avuto come

ospite Daniele Borghi del Tirallinea che ci ha spiegato Kraft.

E poi abbiamo avuto una grandissima persona come Filippo che ci ha

spiegato un po' i comandi rapidi.

E so già che vi ha un po' incuriosito, lo so già

perché queste cose sono interessanti, sono quelle cose che stuzzicano tutti quanti

perché rendono sia l'iPhone che l'iPad qualcosa di molto più vicino a

un computer di un semplice telefono o di un tablet.

Questa è bisogno dirlo la verità, è proprio questa: perché utilizzando questa

tipologia di applicazioni vi permette di fare qualcosa di più, di controllare

la posta sul tablet.

Sono certo che dal punto di vista del lavoro, di ciò che

utilizza il professionista, il proprio iPhone, il proprio tablet, questo possono aprire

degli orizzonti e creare delle automazioni che possono tornare davvero utili a

tutti quanti.

Direi che troverete come sempre le note dell'episodio con i link agli

argomenti che abbiamo trattato in questa puntata, come sempre, alla fine delle

note dell'episodio, e i nostri riferimenti che invece potete trovare al link

a due podcast.it slash numero dell'episodio.

In questo caso è il numero 22, che ci sta benissimo per

Automentor e Compagnia Brisco, è un numero diciamo, che si può leggere

da una parte e dall'altra palindromo.

E poi è pari, poi insomma non è primo in questo caso

se non sbaglio.

Comunque non andendiamoci nei meandi della matematica alle 10 e mezza di

sera perché è davvero troppo del venerdì sera.

E invece, come sempre, ci potete trovare un po' dappertutto per quanto

mi riguarda.

C'è il blog, c'è il podcast.

Insomma, cercate in giro per Instagram, ma insomma in qualche modo mi

trovate.

E invece Filippo lo troviamo.

È vero su Avvocati e Mac, ma abbiamo anche un podcast che

ha lasciato un po' lì da solo perché purtroppo si sta occupando

di questo podcast.

Dirti la verità e lo dico piano.

Ho registrato una nuova puntata ma non l'ho ancora editata.

Domani nevica.

In attesa della prossima nevicata, ci sentiamo tra due settimane.

Un saluto a tutti quanti.

Ciao ciao.

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